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Perché mangiare i prodotti stagionali?

La risposta è molto semplice ed è determinata da diversi fattori.
La prima è sicuramente per il costo che in questo periodo di crisi non è poco, dato che gli ortaggi di stagione non hanno bisogno di serre, non si consuma energia aggiuntiva per farli crescere e maturare. Se poi scegliamo prodotti coltivati vicino al luogo di residenza , il risparmio è ancora maggiore, perché abbatteremo anche i costi di trasporto.
La seconda niente pesticidi, anche i prodotti non bio, tuttavia, se sono di stagione richiedono una quantità nettamente inferiore di prodotti chimici per eliminare i parassiti. Le piante che vengono “costrette” a crescere in periodi diversi della loro normale stagione, infatti, risultano indebolite e sono più facili preda di insetti indesiderati.
Ciò determina sicuramente più salute, come di fatti le piante che seguono il loro normale ciclo di vita presentano una quantità maggiore di nutrienti e principi attivi e apportano la giusta quantità di calore in relazione al periodo dell’anno. Questo significa che la proprietà nutrizionali di un determinato alimento, se è coltivato fuori dalla sua stagione abituale, potrebbero risultare “falsate” e quindi esserci meno utili.
Da non sottovalutare anche il gusto, i prodotti di stagione sono più buoni, profumati, aromatici. Avete fatto caso al sapore di un pomodoro in inverno? Praticamente non ne ha uno e spesso si è costretti ad esagerare con i condimenti. Se seguiamo il criterio del gusto, difficilmente sbaglieremo.
La dieta di tutti noi dovrebbe essere variegata, apportando il giusto valore di vitamine e proteine necessarie al nostro organismo; seguendo le stagioni riusciamo in maniera naturale a soddisfare questa esigenza biologica che il nostro corpo necessita.
Ed infine più rispetto per la Terra, i peperoni o le zucchine a dicembre hanno un costo ambientale elevatissimo per farli crescere servono grandi serre riscaldate e illuminate che richiedono molta energia. Anche pesticidi e fertilizzanti utilizzati per i cibi fuori stagione sono sintesi, quindi derivati dal petrolio. Gli ortaggi fuori stagione, dunque, risultano molto inquinanti. Se poi provengono da altri stati e aggiungiamo il costo ambientale dei trasporti ancora di più!